Discussion:
Risposte e chiarimenti in materia di armi dalla Polizia di Stato
(troppo vecchio per rispondere)
VDG
2010-09-02 21:24:26 UTC
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
E' un estratto e, quindi, ho riportato solo quanto mi è sembrato
interessante.
Personalmente vi ho trovato alcune risposte a miei dubbi (e qualche
argomento da poter far valere con le opportune cautele e savoir faire) e
spero che questo lavoro di cernita di ben 45 pagine di FAQ presenti sul
sito, invogli altri alla lettura della sola parte che ne rimane essendo di
interesse di un appassionato di armi.
Insomma, non perderete tempo a cercarle, molte delle risposte date sono già
tutte qua.
Enzo.



Domanda n. 16544: Ho da poco conseguito la licenza di porto di fucile uso
tiro a volo. Vorrei sapere se con la mia licenza posso acquistare e
trasportare in poligono anche pistole o carabine.
Risposta:Con la circolare n. 559/C.3159-10100(1), del 14 febbraio 1998, il
Ministero dell'Interno ha stabilito che qualsiasi licenza di porto d'armi
costituisce idoneo titolo per l'acquisto, la detenzione ed il trasporto di
qualsiasi genere di arma comune da sparo, mentre il solo porto delle stesse
è strettamente connesso alla natura della licenza posseduta.
Pertanto, con la sua licenza è autorizzato al trasporto delle armi diverse
dal fucile ad anima liscia, senza limitazioni di orario o tragitto.
Tuttavia, rientra nelle facoltà dell'Autorità di P.S. chiamata a rilasciare
la licenza, apporre apposite prescrizioni che ne limitino la portata,
qualora ravvisi tale necessità in relazione alla situazione provinciale
della sicurezza pubblica
Data: 19-09-2009
(pagina 1 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 11493: Ho visto in vendita dei "riduttori di calibro". Il
venditore li pubblicizza come prodotti di libera vendita. E' vero o debbono
essere denunciati?
Risposta:Nelle armi comuni da sparo, il c.d. "Riduttore di calibro" è da
considerarsi quale parte fondamentale delle stesse.
Esso, infatti, quando montato, va a sostituire integralmente la camera di
cartuccia ed, in alcuni casi, anche la canna, laddove essa sia integrata
nello stesso riduttore.
Dal punto di vista tecnico e giuridico, dunque, esso altro non è che una
canna intercambiabile inserita all'interno di quella originaria.
Come tale, quindi, il riduttore di calibro deve riportare tutti i marchi ed
i punzoni previsti dall'art. 11 della legge 18 aprile 1975, nr. 110, e ciò
sia in ossequio a fin troppo evidenti ragioni di sicurezza nel funzionamento
dell'arma, sia con riferimento alle disposizioni di pubblica sicurezza e per
il contrasto della criminalità, di cui, da ultimo, alla legge 146/2006.
Di conseguenza, come avviene per le canne intercambiabili, l'acquisto
necessita di idoneo titolo e deve esserne fatta denuncia di detenzione.
L'uso di tali parti, tuttavia, può essere consentito solo laddove, per le
armi iscritte in Catalogo, figuri in nota come canna intercambiabile,
mentre, per le armi a canna liscia, esso non determini la trasformazione
dell'arma in una a canna rigata.
Data: 21-01-2009
(pagina 2 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 11459: Ho da poco acquistato una carabina di un calibro molto
particolare e raro. Non riuscendo a reperire in commercio le munizioni,
potrei ricaricarle personalmente e poi procedere alla loro denuncia ai sensi
dell'art. 38 T.U.L.P.S. ?
Risposta:La ricarica per uso personale delle munizioni è una pratica
consentita.
Tuttavia, si può parlare di "ricarica" quando, dopo aver sparato le
munizioni regolarmente acquistate e denunciate, la persona provveda a
"ricaricarle", andando così a ripristinare l'originario quantitativo
detenuto.
Diversamente, qualora cioè si andasse a produrre la propria dotazione di
cartucce, specie se di tipo non reperibile in commercio, si darebbe luogo ad
una diversa attività, riconducibile alla "fabbricazione" delle munizioni,
con tutto ciò che ne discende (idonea licenza di P.S., locali di fabbrica e
deposito ecc.).
Si deve ritenere, quindi, che l'originaria dotazione di munizioni da
inserire in denuncia deve provenire da un acquisto eseguito presso
un'armeria, con relativo modulo di rilevazione armi prodotto dall'armiere da
allegare alla denuncia.
Solo in seguito il reintegro delle munizioni consumate potrà aver luogo con
l'attività di ricarica.
Data: 16-01-2009
(pagina 2 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)
Domanda n. 10817: Sono titolare di licenza di porto di fucile uso tiro a
volo e possessore di una carabina cal. 22 Long Rifle.Vorrei sapere quante
munizioni del predetto calibro posso detenere.
Risposta:L'art. 97 del Regolamento del T.U.L.P.S. prevede che si possano
detenere fino a 1500 cartucce per fucile da caccia e 200 per arma corta.Nel
suo caso, quindi, seppur destinate all'uso in una carabina, le cartucce in
calibro 22 L.R. non sono idonee all'impiego venatorio e pertanto rientrano
nei limiti di detenzione previsti per le munizioni da pistola.
Data: 03-07-2008
(pagina 6 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)

Domanda n. 10605: Sono in procinto di richiedere una licenza di porto d'armi.
Dovrei ottenere il certificato di idoneità psico-fisica, ma nella provincia
dove risiedo le liste di attesa presso le A.S.L. sono molto lunghe e non vi
sono medici militari o di polizia a cui rivolgermi. Esistono altre categorie
di medici che potrebbero rilasciarmi il necessario certificato?
Risposta:In base al disposto di cui all'art. 51, comma 1, lettera f), del
Decreto Legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, anche i medici del Corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco sono, oggi, autorizzati a rilasciare
certificati di idoneità psico-fisica al maneggio delle armi.
Data: 12-05-2008
(pagina 7 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 10439: Sono un collezionista di armi da sparo. Detengo da molti
anni una pistola "modello 1889 ordinanza italiana", che ho visto, essere
stata recentemente iscritta nel Catalogo Nazionale delle armi comuni da
sparo. Mi domando, il modello della mia pistola è da ricomprendere tra
quelli catalogati? In tal caso, avrei l'obbligo di far apporre il numero di
Catalogo corrispondente sulla mia pistola?
Risposta:Credo lei si riferisca alla pistola inserita al n. 16799 del
Catalogo Nazionale; se il revolver in suo possesso corrisponde al modello
iscritto in Catalogo, può certamente essere definito come l'arma comune da
sparo di cui al numero in questione. Tuttavia, ove l'arma fosse presente sul
territorio nazionale prima dell'entrata in vigore della legge 110/75 e,
quindi, prima che la citata norma prevedesse l'obbligo di iscrizione nel
Catalogo Nazionale per determinate categorie di armi comuni da sparo, non è
necessario che riporti impresso il numero di Catalogo che è stato
successivamente attribuito al modello.
Data: 26-03-2008
(pagina 8 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2123: Sono titolare di una licenza di porto di fucile uso caccia
in corso di validità. Poiché ho visto, presso un'armeria della Repubblica di
San Marino un fucile che mi interessa, volevo sapere se con il mio titolo
posso acquistare l'arma ed eventualmente le munizioni presso quello Stato.

Risposta:La Repubblica di San Marino è uno Stato estero. Le licenze di porto
d'armi uso caccia rilasciate in Italia, sulla base di un accordo
internazionale stipulato tra i due Paesi, consentono ai cittadini italiani
di esercitare l'attività venatoria sul territorio dello Stato di San Marino,
mentre i cittadini della Repubblica sono autorizzati (nel rispetto della
legge 157/92), a cacciare nei territori delle province italiane confinanti
con il loro Stato. Tale accordo nulla prevede circa la possibilità di
acquistare in loco armi o munizioni. Pertanto, trattandosi di un Paese extra
U.E., è possibile acquistare lì armi solo previo rilascio di apposita
licenza di importazione. Le armi così acquistate, entrando per la prima
volta nella U.E., dovranno essere presentate al nostro Banco Nazionale di
Prova per l'apposizione del punzone previsto dalla legge 146/2006. Ogni
altra forma di acquisto andrebbe a configurare il reato di illegale
importazione di armi.
Data: 10-12-2007
(pagina 8 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2121: Sono un collezionista di armi comuni da sparo. Avrei
intenzione di acquisire un esemplare di un'arma che già possiedo (e che ha,
quindi, lo stesso numero di Catalogo) per destinarla alla mia collezione, ma
che si differenzia per il diverso produttore. La mia Questura dice che il
suo inserimento in collezione, in base alla normativa vigente, non è
possibile. È vero?

Risposta:In effetti, l'art. 10, comma 7, della legge 110/75, vieta di
raccogliere più esemplari della stessa arma aventi lo stesso numero di
catalogo. Lo stesso principio, però, non trova applicazione per la
collezione di armi antiche, artistiche e rare (per espressa previsione
regolamentare) e per la collezione di armi comuni anteriori al 1975 non
catalogate (nel cui caso appare impossibile applicare la citata norma). Per
tale ragione, nel dare risposta ad alcuni quesiti degli Uffici territoriali,
si ritiene che, per analogia con le predette situazioni, possa consentirsi
l'inserimento in collezione di più armi aventi lo stesso numero di Catalogo,
purché abbiano un apprezzabile interesse storico-culturale e presentino
evidenti differenze che le caratterizzino, quali, ad esempio, un diverso
fabbricante, l'adozione da parte di un differente esercito, peculiari
differenze meccaniche, ecc.. Sarà onere del richiedente produrre al Questore
tutte le documentazioni che attestino non solo l'interesse tecnico o storico
del modello in generale, ma anche le differenze storiche, tecniche o
culturali, tra l'arma già in collezione e quella che si intendebbe inserire.
Data: 19-10-2007
(pagina 8 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2112: Sono proprietario da molti anni di una carabina in cal. 22
L.R. risalente ai primi anni del '900. Di recente, la stessa arma è stata
catalogata con la qualifica di arma sportiva. Vorrei sapere se, a questo
punto, anche la carabina in mio possesso, seppur sprovvista della
punzonatura del n. di Catalogo, si identifica con quella iscritta in
Catalogo e se, quindi, è da considerarsi "sportiva"?

Risposta:L'iscrizione al Catalogo nazionale, come espressamente previsto
dalla norma, individua come comune da sparo, non la singola arma, ma il
modello. Di conseguenza, tutte le singole armi presenti sul territorio dello
Stato che si identificano perfettamente in quel modello, sono accomunate
dallo stesso numero di Catalogo, indipendentemente dal fatto che esso sia
stato o meno oggetto di punzonatura. Se poi, come nel suo caso, l'arma è
stata qualificata "ad uso sportivo", la predetta qualifica si estende a
tutti gli esemplari circolanti. Qualora da tale provvedimento ritenga che le
sia derivato un pregiudizio, in assenza della dovuta comunicazione
dell'avvio del procedimento amministrativo da parte della Pubblica
Amministrazione, prevista dagli artt 7 e 8 della legge 241/90, potrà
presentare ricorso amministrativo innanzi agli organi competenti.
Data: 15-05-2007
(pagina 10 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2105: Il certificato medico necessario per la licenza di porto di
fucile uso tiro a volo può essere rilasciato dal mio medico curante?

Risposta:Il medico di famiglia deve rilasciare il solo certificato
"anamnestico". Per poter poi ottenere quello di idoneità psico-fisica,
necessario per il rilascio di qualsiasi licenza in materia di armi, si dovrà
rivolgere, con tale certificato, ad uno dei sanitari previsti dal Decreto
del Ministro della Salute del 28 aprile 1998 (medici delle ASL o medici
militari e di Polizia).
Data: 19-04-2007
(pagina 10 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2103: Sono un detentore di armi non titolare di alcuna licenza di
porto. Poiché a breve dovrò cambiare abitazione, cosa dovrei fare per
trasferire le mie armi dall'attuale luogo di detenzione al nuovo?

Risposta:Per effettuare il trasporto delle sue armi, dovrà presentare un
preventivo "avviso di trasporto" all'Autorità di P.S. competente (Questore o
Dirigente del Commissariato di P.S.), come previsto dall'art. 34 del
T.U.L.P.S. . Trattandosi di una mera comunicazione, può essere presentata in
carta libera. Deve contenere l'elenco delle armi che si intende trasportare
(i privati non possono superare il limite delle 6 per ogni singolo
trasporto), il luogo di partenza e quello di destinazione, con indicazione
del tragitto seguito, e la data in cui questo avverrà. Se l'Autorità non ha
ragione di impedire o limitare il trasporto (per motivi di ordine e
sicurezza pubblica), appone sullo stesso una "vidimazione". Il documento
così formato deve accompagnare le armi durante il trasporto ed essere
allegato alla successiva denuncia di detenzione, a dimostrazione che la
movimentazione è avvenuta legalmente.
Data: 17-03-2007
(pagina 11 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2037: Sono titolare di porto d'armi. Avrei intenzione di iniziare
l'attività di ricarica delle munizioni. Vorrei sapere se con la mia licenza
posso comprare la polvere da sparo necessaria ed in che quantitativo posso
detenerla.

Risposta:Un qualsiasi porto d'armi costituisce titolo idoneo per l'acquisto
di esplosivi di 1^, 4^ e 5^ categoria (le polveri da caricamento sono di 1^
categoria). La legge (art. 97 del regolamento T.U.L.P.S.) stabilisce che
esse possono essere detenute senza apposita licenza di deposito nel
quantitativo massimo di 5 kg.
Data: 03-10-2006
(pagina 15 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2028: Possiedo cartucce regolarmente denunciate all'Autorità di
p.s.. Vorreri sapere però se si deve effettuare la denuncia anche quando, a
seguito del loro uso, il loro numero varia in diminuzione.

Risposta:Come è noto, l'art. 38 T.U.L.P.S. impone l'obbligo di denunciare
all'Autorità di p.s. le armi, le munizioni e le materie esplodenti. Più
precisamente, poi, l'art. 58 Reg. Esec. T.U.L.P.S., prescrive che deve
essere denunciata all'autorità di p.s. competente qualsiasi variazione nella
specie e nella quantità delle munizioni. Il detentore non è tutt'ora
obbligato al costante e permanente mantenimento della quantità delle
munizioni precedentemente denunciate e, peraltro, non è nemmeno ragionevole
ipotizzare che per ogni munizione eventualmente utilizzata debba essere
presentata una denuncia in decremento. È parere di questo Ufficio, dunque,
anche alla luce di un conforme orientamento della Suprema Corte di
Cassazione, che una eventuale variazione in decremento dei materiali di cui
trattasi possa non essere denunciata, in quanto la ratio della norma in
esame non è pregiudicata. All'atto dell'acquisto di ulteriori quantitativi
di munizioni, rispetto a quelli in origine dichiarati, peraltro, resta fermo
che l'interessato denuncerà il numero complessivo e la specie di quelli
posseduti. Al riguardo si richiama quanto nuovamente ribadito con la
circolare n. 557/PAS.10611-10171(1) del 7.8.2006.
Data: 08-08-2006
(pagina 15 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2018: Sono titolare di porto di pistola per difesa personale.
Vorrei sapere se con la Carta Europea d'Arma da Fuoco posso utilizzare il
porto di pistola per difesa anche negli altri Paese comunitari.

Risposta:La risposta è no. La Carta Europea d'arma da fuoco è oggi
rilasciata, in tutti gli Stati membri, al solo scopo di consentire il
trasporto delle armi necessarie per le attività sportive o venatorie (tanto
che nel nostro Paese possono essere inserite nella Carta solo armi comuni
che siano idonee all'attività venatoria o che siano state classificate ad
uso sportivo). Singoli Stati, in applicazione delle norme vigenti sul
proprio territorio ed al ricorrere di particolari condizioni, possono,
tuttavia, concedere ai cittadini comunitari che lo richiedano titoli
abilitativi al porto d'armi per difesa personale.
Data: 20-07-2006
(pagina 16 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2019: Sono proprietario di una carabina ad aria compressa di
"libera vendita". Vorrei sapere cosa debbo fare per vendere la mia carabina
ad un terzo.

Risposta:In base al disposto dell'art. 7, comma 4, del D.M. 9 agosto 2001
nr. 362, per la cessione tra privati delle armi a modesta capacità offensiva
è sufficiente redigere una scrittura privata tra le parti, a condizione che
esse siano entrambe maggiorenni.
Data: 20-07-2006
(pagina 17 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2004: Sono un cacciatore e possiedo una carabina di grosso
calibro. Per attutirne il rinculo, potrei farmi montare da un armaiolo un
freno di bocca?

Risposta:Secondo i più recenti orientamenti espressi dalla Commissione
Consultiva Centrale per il controllo delle armi, la presenza o meno del
freno di bocca costituisce una caratteristica meccanica e balistica del
prototipo catalogato. Pertanto, la variazione di tale caratteristica
comporterebbe l'attribuzione di un nuovo numero di catalogo o, quanto meno,
l'inserimento di una nota a catalogo per una canna intercambiabile dello
stesso calibro provvista, però, del freno di bocca. Nel suo caso, pertanto,
qualora sulla sua carabina sia possibile sostituire la canna senza ricorrere
ad interventi meccanici, potrà richiedere all'ufficio del Catalogo Nazionale
la predetta nota. Ottenuta l'iscrizione in nota della canna con freno di
bocca, potrà acquistarne una dotata di tale accessorio e montarla sulla sua
carabina.
Data: 06-06-2006
(pagina 18 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)

Domanda n. 2005: Vorrei sapere se mi è consentito circolare liberamente con
un'arma ad aria compressa di potenza inferiore ai 7,5 Joule senza tenerla in
custodia. La stessa cosa può essere consentita ad un minorenne?

Risposta:Per entrambi i quesiti la risposta è negativa. La normativa in
materia, ed esattamente il D.M. 362 del 2001, consente il solo trasporto in
apposita custodia delle cosiddette "armi a modesta capacità offensiva". La
possibilità di "porto" fuori dalla propria abitazione è prevista solo in
presenza di giustificato motivo (che, per questa tipologia di armi, può
ricondursi al solo utilizzo in strutture idonee alle esercitazioni di tiro).
La stessa norma, inoltre, all'art. 3, prevede che tali armi possono essere
acquistate solo da soggetti maggiorenni e, lo stesso articolo, ne vieta
l'affidamento ai minorenni.
Data: 06-06-2006
(pagina 18 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 2006: Avrei intenzione di iniziare una collezione di baionette
della II guerra mondiale. Occorre qualche licenza particolare ?

Risposta:Le baionette rientrano, senza dubbio, tra le armi proprie da punta
e taglio, di cui all'art. 45 del Regolamento del T.U.L.P.S., per cui, in
base a quanto previsto dall'art. 35, comma 4° del predetto T.U., esse non
possono essere vendute a chi non sia in grado di esibire un porto d'armi o
un nulla osta. Successivamente all'acquisto vi è l'obbligo della denuncia ai
sensi dell'art. 38 del T.U.L.P.S.. Non vi sono limiti al numero di pezzi
detenibili e, pertanto, non è necessario richiedere alcuna licenza di
collezione.
Data: 06-06-2006
(pagina 18 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)

Domanda n. 1997: Sono titolare di licenza di porto di pistola per difesa
personale. Mi è consentito usare per difesa un'arma classificata ad uso
sportivo?

Risposta:La risposta è no. La legge 25 marzo 1985, n. 86, recante "Norme in
materia di armi per uso sportivo", all'art. 3, prevede espressamente che per
le armi per uso sportivo è consentito il solo trasporto.
Data: 28-04-2006
(pagina 20 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1990: Sono un appassionato di armi. Consultando alcuni siti
internet ho visto in vendita armi "disattivate" provviste di regolare
certificazione prodotta da Banchi di prova di altri Paesi europei. Vorrei
sapere se mi è possibile acquistare per corrispondenza tali armi definite di
"libera vendita".

Risposta:In assenza di una normativa comunitaria specifica, ogni Paese
membro dell'Unione Europea stabilisce, con propria normativa nazionale, le
caratteristiche tecniche delle armi "disattivate". Nel nostro Paese ciò è
stato fatto con la circolare del Ministero dell'Interno
nr.557/B.50106.D.2002, del 20.09.2002. In base alle disposizioni impartite
con il predetto atto, possono essere considerate disattivate solo le armi
sulle quali le operazioni tecniche nel dettaglio stabilite dalla citata
disposizione siano state eseguite e certificate dal titolare di una licenza
di polizia per la fabbricazione o riparazione di armi. Qualsiasi altra
certificazione prodotta all'estero non ha, pertanto, alcun valore in Italia.
Nel caso di specie, quindi, le armi in questione potranno essere introdotte
sul territorio quali normali armi da fuoco, a seguito di regolare rilascio
della necessaria licenza di importazione, per poi essere cedute a ditte che
potranno validamente certificarne la disattivazione.
Data: 07-03-2006
(pagina 21 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1989: A quale regime d'imposta sono soggette le licenze di
collezione di armi e le relative movimentazioni?

Risposta:Le licenze di collezione d'armi sono, in genere, soggette
all'imposta di bollo e, con esse, lo sono anche le relative istanze.
Soggetti a bollo sono, altresì, tutti gli atti per la variazione degli
elenchi delle armi collezionate, che di ogni licenza di collezione sono
parte integrante. La materia è stata oggetto di una circolare
chiarificatrice.
Data: 02-03-2006
(pagina 21 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1986: Sono un armiere; vorrei sapere se mi è possibile vendere
per corrispondenza le armi ad aria compressa di "libera vendita" con
spedizione delle stesse ai clienti.

Risposta:Per quanto attiene la vendita al pubblico, essa non può
assolutamente avvenire per corrispondenza. Ciò in base al disposto dell'art.
7 del D.M. 362/2001, che impone al commerciante l'obbligo di identificare
l'acquirente (che deve sempre essere un maggiorenne) e di annotare gli
estremi del documento di identificazione sul registro delle operazioni
giornaliere. La vendita per corrispondenza può, invece, avvenire, ai sensi
dell'art. 17 della legge 18 aprile 1975, nr. 110, a favore di operatori
commerciali. Una volta annotata l'operazione di vendita sul registro delle
operazioni giornaliere, la consegna materiale dell'arma all'acquirente
privato, potrà avvenire anche a mezzo spedizione.
Data: 08-02-2006
(pagina 21 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1980: Sono detentore di alcuni fucili da caccia, tra cui alcuni
di pregio. Avrei intenzione di esporli in casa in un'apposita vetrina. Tale
modalità soddisfa i requisiti previsti dalla legge in materia di custodia?

Risposta:La normativa in materia, ed in particolare l'art. 20 bis della
legge 18 aprile 1975, nr. 110, non detta particolari condizioni sulla
modalità di custodia, ma si limita a stabilire il generico divieto di
custodire le armi in modo tale che minori o incapaci, anche in via ipotetica
se ne possano agevolmente impossessare. Nel suo caso, quindi, le modalità di
custodia potrebbero essere idonee solo nel caso Lei possa dimostrare che
nella sala dove le armi sono esposte sia assolutamente esclusa la
possibilità di accesso a minori o incapaci. In caso contrario, dovranno
essere adottati gli accorgimenti necessari ad impedire anche la solo teorica
agevole asportazione delle armi da parte delle categorie sopra menzionate
(in tal senso si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione con le
sentenze nr. 43889 del 30.9.2004 -Sez. I^ - e 7573, del 2 dicembre 2004 -
Sez. V^).
Data: 30-01-2006
(pagina 21 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)

Domanda n. 1974: Avrei intenzione di richiedere la licenza di porto di
pistola per difesa personale. A tale proposito, gradirei sapere quali sono
le valide motivazioni per le quali si può richiedere la licenza in parola,
in relazione alla generica "necessità di andare armato" di cui parla il
T.U.L.P.S. .

Risposta:La valutazione dell'effettiva necessità che un cittadino può avere
di andare armato non è "codificata", ma è rimessa alla discrezionalità
dell'Autorità di P.S. chiamata a rilasciare la licenza in parola
(generalmente il Prefetto ed, in alcuni casi, il Questore). La predetta
Autorità, nel procedere alla valutazione delle motivazioni addotte da ogni
singolo cittadino dovrà, comunque, tenere conto della situazione dell'ordine
e della sicurezza pubblica nell'ambito provinciale, valutando, altresì, se
l'esposizione a rischio dell'incolumità personale da parte del richiedente,
in relazione all'attività da questi svolta ed alle altre condizioni
personali, possa considerarsi "nella norma", oppure se questa si debba
considerare effettivamente superiore alla media.
Data: 16-01-2006
(pagina 22 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1975: Avrei intenzione di acquistare alcune armi disattivate in
libera vendita in Francia. I certificati di disattivazione forniti dal
venditore estero, sono validi in Italia?

Le modalità per la disattivazione delle armi da fuoco sono state indicate
nella circolare ministeriale nr. 557/B.50106.D.2002, del 20 settembre 2002,
pubblicata sulla G.U. del 5 ottobre 2002. Tale disposizione, in materia di
disattivazione, ha previsto che le operazioni tecniche necessarie per
rendere un'arma da fuoco inerte in modo irreversibile, debbono essere
compiute da soggetti titolari di una licenza di polizia per la fabbricazione
o riparazione della tipologia di arma sulla quale si deve intervenire (da
guerra o comune). Tali soggetti hanno l'obbligo di rilasciare all'acquirente
una certificazione attestante le operazioni svolte, certificazione che dovrà
sempre accompagnare l'arma disattivata e copia della quale dovrà essere
consegnata alla questura del luogo ove il simulacro è detenuto. Ne consegue,
quindi, che le uniche armi disattivate che possono liberamente circolare nel
nostro Paese sono quelle regolarmente certificate in Italia, in quanto
quelle inertizzate all'estero non possono essere, per ciò solo, accompagnate
dalla certificazione di cui si è detto.
Data: 16-01-2006
(pagina 22 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1963: Sono proprietario di una carabina semiautomatica in cal.
30-06. L'arma è stata catalogata con il caricatore prismatico da n° 4 colpi.
In un successivo aggiornamento del Catalogo Nazionale delle armi comuni è
stata inserita una nota a catalogo nella quale si dice che l'arma può
utilizzare anche un caricatore da 10 colpi. Posso usare questo caricatore di
maggiore capacità nell'esercizio venatorio?

Risposta: L'idoneità di un'arma per l'uso venatorio non è stabilita da
Catalogo Nazionale, ma dall'articolo 13 della Legge 157/92 (Mezzi per
l'esercizio dell'attività venatoria). Quindi indipendentemente dal numero di
colpi con cui l'arma è stata catalogata come "comune" durante l'esercizio
venatorio essa non può essere usata con un numero o una tipologia di
munizioni diversi da quelli stabiliti dalla sopra menzionata legge.
Data: 04-11-2005
(pagina 23 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1952: Sono detentore di armi sia lunghe che corte. Vorrei sapere
cosa si deve intendere esattamente per custodia "diligente" delle armi, così
come indica l'art.20 della legge 18 aprile 1975, nr. 110. Debbo
necessariamente dotarmi di un armadio blindato o è sufficiente una
vetrinetta con una catena passante che blocchi i ponticelli delle armi?

Risposta:La diligente custodia delle armi prevista dalla norma citata deve
essere messa in correlazione con quanto previsto dall'articolo 20 bis della
legge 18 aprile 975, nr. 110 con l'elaborazione giurisprudenziale che ne è
seguita. Essa deve quindi essere tale da garantire innanzitutto che le armi
all'interno del luogo di detenzione non siano custodite in modo che , anche
solo astrattamente, possano impossessarsene agevolmente e/o farne uso minori
o persone incapaci. Per quanto riguarda il furto, la diligente custodia
all'interno dell'abitazione o di altro luogo di legittima detenzione che
offra le necessarie garanzie antintrusione, fermi restando gli obblighi
discendenti della denuncia di detenzione, deve essere considerata
sufficiente. Ciò, a meno che , il Questore, per motivate ragioni di ordine e
sicurezza pubblica, non debba imporre delle ulteriori precauzioni ( del tipo
di quelle che sono, invece, normalmente previste per le collezioni).
Data: 23-08-2005
(pagina 24 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1954: Vorrei sapere quali sono le armi di "libera vendita",
quelle cioè che potrei comprare senza licenza?

Risposta:Le uniche "vere" armi che è oggi possibile acquistare previa la
sola esibizione di un documento d'identità dal quale si evinca la maggiore
età dell'acquirente, sono quelle di cui al D.M. 9 agosto 2001, n. 362 e cioè
le repliche di armi antiche ad avancarica monocolpo e le armi ad aria o gas
compresso di potenza inferiore ai 7,5 joule. Altre tipologie di prodotti,
che vengono spesso pubblicizzate come armi di libera vendita o non sono armi
(come ad esempio gli strumenti da segnalazione acustica, meglio noti come
pistole scacciacani), oppure non rientrano tra le armi di libera vendita
(come le bombolette spray antiaggressione o gli storditori elettrici).
Data: 23-08-2005
(pagina 24 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1955: Sono un appassionato e collezionista di coltelli. Vorrei
sapere quando vi è l'obbligo di denunciarli?

Risposta:La legge, in particolare l'art. 38 del T.U.L.P.S., pone l'obbligo
di denunciare le armi. Per armi si debbono intendere quelle "proprie",
comprese quelle da punta e taglio. I coltelli non rientrano in questa
categoria poiché, per espressa previsione di legge (art. 45 del Regolamento
del T.U.L.P.S.), essi sono definiti "strumenti atti ad offendere" o armi
improprie. L'obbligo di denuncia vige, invece, per armi quali i pugnali, gli
stiletti, e le baionette, che si differenziano dai coltelli, oltre che per
la loro naturale destinazione d'uso (offesa alla persona), per la presenza
del doppio filo tagliente. Tali armi possono essere acquistate solamente da
titolari di licenze di polizia, debbono essere vendute da soggetti
autorizzati (armerie) e denunciate secondo le modalità indicate dal citato
art. 38.
Data: 23-08-2005
(pagina 24 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1951: Sono un tiratore sportivo, agonista nazionale, nonché
appassionato di ricarica. Ho sentito parlare di una licenza di polizia
rilasciata dal Prefetto, che mi consentirebbe di detenere fino a 1500
cartucce per pistola. Sapreste darmi delle indicazioni su tale licenza?

Risposta:La licenza alla quale Lei fa riferimento può essere rilasciata a
coloro che, già titolari di una licenza di porto d'armi, abbiano particolari
requisiti soggettivi, quale ad esempio essere un tiratore agonista, un
istruttore di tiro, un direttore di tiro, comunque iscritti ad una
federazione nazionale. Tale licenza, secondo la previsione generale sulle
autorizzazioni personali di cui all'art. 13 del T.U.L.P.S. ha validità
annuale ( 365 giorni dalla data di rilascio ) ed il rinnovo è subordinato
alla permanenza dei requisiti che ne consentono il rilascio. La possibilità
di detenere 1500 cartucce cariche determina la riduzione della quantità
massima di esplosivo di 1^ categoria ( polveri da caricamento ) detenibile.
Data: 04-08-2005
(pagina 24 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1941: Vorrei sapere se è possibile, acquistare via internet
all'estero e far poi arrivare in Italia armi ad aria compressa del tipo
denominato "Paintball". Come dovrei, eventualmente, procedere ?

Risposta:In via preliminare, si deve chiarire che le armi in questione, per
la caratteristica tecnica dei loro proiettili, che sono destinati a
veicolare altre sostanze (in questo caso vernice), non rientrano nel campo
di applicazione del D.M. 362/2001. Inoltre, per quelle sino ad oggi
esaminate dalla Commissione Consultiva Centrale Controllo Armi, si è potuto
constatare che l'energia cinetica posseduta dal proiettile è superiore ai
7,5 Joule. Esse, pertanto, sono sempre considerate come armi comuni da
sparo. E', quindi, possibile acquistarle all'estero, anche via internet, ma
per introdurle in Italia, al pari di ogni altra arma comune, occorre essere
in possesso dell'apposita licenza di importazione rilasciata dal Questore.
Tale licenza, inoltre, può essere ottenuta solo per armi comuni che
risultino già iscritte nel Catalogo Nazionale delle Armi. Se l'arma che si
intende acquistare non risultasse iscritta, si dovrà richiederne
l'iscrizione con apposita istanza indirizzata all'Ufficio del Catalogo Armi
di questo Dipartimento della P.S. secondo le procedure previste dalla legge
18 aprile 1975, nr. 110 e dal D.M. 16 agosto 1977. Una volta giunta in
Italia, l'arma dovrà essere portata al Banco Nazionale di Prova di Gardone
V.T, che dovrà eseguire i previsti collaudi ed apporre le marcature di cui
all'art. 11 della citata legge.
Data: 31-05-2005
(pagina 25 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1927: Consultando il Catalogo Nazionale delle armi comuni da
sparo, pubblicato sul vostro sito, noto che fucili, sicuramente da caccia,
vengono invece classificati come "arma comune". Si tratta forse di un
errore?

Risposta: Non si tratta di un errore. L'ufficio del Catalogo, avvalendosi
del parere espresso dalla Commissione Consultiva Centrale per il Controllo
delle Armi, ha il solo dovere di stabilire se un'arma può essere definita
come comune e, quindi, come tale inserita nell'apposito Catalogo, oppure
rientra tra quelle da guerra o tipo guerra, per le quali l'iscrizione viene,
ovviamente, rifiutata. Compito del predetto Ufficio è, altresì, quello di
attribuire ad un'arma, a seguito di apposita istanza del fabbricante o
dell'importatore, laddove il parere espresso dal CONI sia favorevole, la
qualifica di "arma sportiva", ai sensi della legge 25.3.1985, nr. 86. Tale
qualifica figura anche al Catalogo. Non compete, invece, al Ministero
dell'Interno indicare se un'arma rientra o no tra quelle consentite per
l'esercizio dell'attività venatoria, perché esiste un'apposita norma
deputata a farlo, l'art. 13 della legge 157/92. Pertanto, un'arma che viene
oggi catalogata comune, tale è destinata a rimanere, mentre non è detto che
essa sia sempre da caccia, perché il testo della citata norma potrebbe anche
subire delle modifiche. Ecco perché l'Ufficio Catalogo non indica, in sede
di iscrizione del modello dell'arma al Catalogo Nazionale, se essa rientra
tra quelle destinate all'attività venatoria.
Data: 10-03-2005
(pagina 26 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1913: Sono possessore di 2 pistole di calibro diverso. Poiché le
uso entrambe in poligono, il numero delle munizioni detenute nell'uno o
nell'altro calibro potrebbe variare in relazione al diverso tipo di attività
sportiva da me praticata in un certo periodo. Posso, quindi, indicare in
denuncia la detenzione generica di 200 cartucce per pistola o sono tenuto a
specificare gli esatti quantitativi nei diversi calibri?

Risposta:La normativa vigente in materia non pone alcun obbligo circa
l'indicazione del calibro, ma solo precisi limiti sul numero massimo di
cartucce detenibili. Ne deriva, quindi, la possibilità per il cittadino di
denunciare il quantitativo di munizioni detenute, senza dover specificare in
quali calibri.
Data: 31-12-2004
(pagina 27 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1907: Sono titolare di una licenza di porto di fucile uso tiro a
volo e proprietario di una carabina. Nella denuncia presentata all'autorità
di P.S. non ho inserito le munizioni, in quanto sono solito acquistarle in
armeria poco prima di recarmi in poligono dove le consumo regolarmente
tutte. L'Ufficio di P.S. a cui mi sono rivolto mi dice che, invece, dovrei
comunque denunciare la detenzione delle munizioni che acquisto. E' vero?

Risposta:Quanto le è stato detto non è corretto. Il suo attuale
comportamento è conforme alla legge. L'obbligo di denuncia di cui all'art.
38 del T.U.L.P.S., non discende dall'avvenuto acquisto, ma dalla "effettiva"
detenzione delle armi e munizioni. Se, come nel suo caso, non si verifica
una vera e propria detenzione delle munizioni, in quanto esse sono oggetto
del segnalato uso immediato, non si ha nemmeno l'obbligo di denunciarle.
Data: 09-12-2004
(pagina 28 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1896: Sono un cacciatore. Giorni fa, di ritorno da una battuta di
caccia, sono entrato in un bar per una consumazione, portando con me il mio
fucile, ovviamente scarico ed inserito nell'apposita custodia. All'interno
del bar ho trovato un guardia volontaria venatoria che mi ha invitato a
lasciare il fucile in macchina perché, a suo dire, non si può accedere
armati in luoghi pubblici. E' corretto quanto mi è stato detto? Come debbo
comportarmi in futuro?

Risposta:Ciò che le è stato detto non risponde al vero. La custodia delle
armi è regolata dell'art. 20 della L.110/75. La norma citata impone di
assicurare la custodia delle armi con ogni diligenza, con il fine evidente
di prevenire anche i furti. In più occasioni la suprema Corte di Cassazione
ha sancito la responsabilità penale nei confronti di chi, lasciata
temporaneamente l'arma nell'autovettura, ne ha poi subito il furto. Il
titolare dell'autorizzazione, pertanto, non deve lasciare incustodita nella
sua autovettura l'arma, mentre è pienamente legittimato a trasportarla
(scarica e chiusa in apposita custodia) all'interno di un esercizio nel
quale intende effettuare una consumazione.
Data: 19-11-2004
(pagina 29 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1890: Volendo richiedere la licenza di collezione di armi comuni
da sparo vi chiedo quali sono i requisiti di sicurezza necessari: armadio
blindato, allarme, perimetrale o volumetrico.

Risposta:L'articolo 20 della Legge 110/75 prevede che, chi "...è autorizzato
alla raccolta o alla collezione di armi" deve adottare e mantenere
efficienti difese antifurto secondo le modalità prescritte dall'Autorità di
P.S. Pertanto sarà il Questore, all'atto del rilascio della licenza di
collezione, ad apporre le prescrizione che riterrà più opportune ad
assicurare la custodia delle armi. Tali prescrizioni potranno quindi variare
sia in ragione della tipologia e quantità delle armi possedute che del luogo
prescelto per la loro custodia.
Data: 18-10-2004
(pagina 29 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1874: Quali sono le modalità di regolarizzazione delle armi
rinvenute da privati cittadini?

Risposta:La complessa e articolata procedura finalizzata alla
regolarizzazione di armi rinvenute ad esempio nella propria abitazione o
nelle pertinenze di essa, oppure su suolo pubblico o ancora per quelle
acquistate a seguito di successione "mortis causa" è stata oggetto della
recente circolare ministeriale n. 557/PAS.9624-10100(2)1 del 19 luglio 2004.
(pagina 30 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1610: E' prevista l'iscrizione ad una sezione di Tiro per la
licenza di tiro al volo?

Risposta:Non è richiesta, ai fini del rilascio della licenza, l'iscrizione
ad una sezione della Federazione Italiana Tiro a Volo.
Data: 26-07-2003
(pagina 34 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1624: Il titolare di porto d'armi per difesa personale può
portare l'arma sui treni?

Risposta:Per garantire la sicurezza e la regolarità dei servizi ferroviari,
il D.P.R. 11.7.1980 n. 753 stabilisce particolari cautele in materia di
armi; le armi da fuoco infatti, sui treni e nei veicoli ferroviari, possono
essere portate solo scariche e smontate. Le munizioni di dotazione devono
essere tenute negli appositi contenitori e accuratamente custodite. In
pratica quindi a bordo dei treni le armi da fuoco possono essere solo
trasportate e non portate.
Data: 26-07-2003
(pagina 34 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1657: Sarei interessata a conoscere le norme che regolano il
trasporto di armi sul territorio nazionale, sia in aereo che per mare.

Risposta:La legge 23.12.74 n. 694 disciplina il porto di armi a bordo di
aeromobili.In particolare l'art. 1 prevede che il passeggero in partenza dal
territorio nazionale con aeromobile nazionale o straniero adibito al
servizio di pubblico trasporto, il quale porti con sé sulla persona o nel
bagaglio armi o munizioni, ha l'obbligo di farne denunzia prima
dell'accettazione da parte del vettore e di consegnarle all'ufficio di
polizia di frontiera aeroportuale, o in mancanza all'ufficio di polizia
dell'aeroporto, anche se munito di porto d'armi o di licenza di
esportazione.Inoltre dal combinato disposto degli artt. 817 e 194 del Codice
della Navigazione con l'art. 384 del Regolamento Navigazione Marittima
risulta che i passeggeri, all'atto dell'imbarco, devono consegnare al
comandante della nave, che provvede a custodirle fino al momento dello
sbarco, le armi e le munizioni in loro possesso
Data: 26-07-2003
(pagina 35 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1652: Le attività di tiro dove sono consentite?

Risposta:Le norme vigenti contemplano le attività di tiro consentite,
inquadrandole: a) nell'attività addestrativa e di promozione al tiro, da
svolgersi presso le Sez. U.I.T.S.; b) nell'attività sportiva da svolgersi
oltre che presso le citate Sez. U.I.T.S. anche presso associazioni di tiro
iscritte ad una federazione sportiva affiliata al CONI (cfr. art. 3 legge
25.3.1986, n. 85); c) nell'attività di caccia, da svolgersi nei luoghi, nei
tempi e con le modalità previste dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157; d)
nell'attività di mero intrattenimento,.come previsto all'art.121 del Reg.
TULPS con riguardo al tiro al volo; e) nell'attività libera dei privati, con
i limiti relativi agli art. 703 c.p., 57 T.U.L.P.S. e 110 reg. T.U.L.P.S.
Data: 16-07-2003
(pagina 40 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1658: E' possibile custodire un fucile da caccia regolarmente
detenuto presso il proprio domicilio, nel garage di pertinenza, allocato
all'interno della stessa struttura condominiale?

Risposta:In relazione al quesito da lei formulato, occorre preliminarmente
tenere presente che nella custodia delle armi è necessario porre in essere,
con ogni diligenza, le cautele indicate all'art. 20 della legge 18 aprile
1975 n. 110, norma espressamente destinata alla tutela della sicurezza
pubblica, di particolare rilievo in tale settore. A tal proposito la
giurisprudenza ha affermato, come regola generale, il principio secondo cui
il luogo deve dare sufficienti garanzie di sicurezza per la custodia
dell'arma, e la previsione del reato di omessa custodia di armi contenuta
nel suindicato articolo 20, nei confronti di chiunque detenga legittimamente
armi, non è rivolto solo a sventare l'impossessamento da parte di intrusi (e
quindi di furti), ma anche ad ipotizzare eventi pericolosi quali ad es. il
momentaneo impossessamento anche da parte di familiari.Ciò premesso è da
ritenersi che la custodia del fucile all'interno del garage possa aver luogo
soltanto qualora il garage sia nelle "pertinenze" dell'abitazione, sia ad
esclusivo "uso privato" del detentore e siano altresì poste in essere tutte
le necessarie cautele nella custodia (es. armadio blindato).
Data: 16-07-2003
(pagina 40 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1634: Le munizioni in decremento vanno denunciate?

Risposta:La variazione in decremento delle munizioni precedentemente
detenute (e regolarmente denunciate) non è soggetta a denuncia.
Data: 15-07-2003
(pagina 41 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)


Domanda n. 1635: Quante armi e munizioni la legge mi consente di detenere.

Risposta:Alla luce della vigente normativa in materia di armi si possono
detenere in numero illimitato le armi da caccia, fino ad un massimo di tre
armi comuni e non più di sei armi classificate sportive. Ovviamente tutte le
armi detenute vanno denunciate ai sensi dell'art. 38 T.U.L.P.S.. Per quanto
riguarda la detenzione delle munizioni il titolare della licenza può
detenere senza denuncia fino a 1000 cartucce (caricate a pallini), da 1000 a
1500 previa denuncia, nonchè, ove sia titolato alla detenzione di un 'arma
da fuoco corta, duecento cartucce cariche per pistola o rivoltella. Oltre le
1500 cartucce è necessaria la licenza del Prefetto (art. 26 L. 18 aprile
1975, n. 110 e art. 97 Reg. del T.U.L.P.S.).
Data: 15-07-2003
(pagina 41 delle FAQ consultate in data 02/09/2010)
Luca Gava & Checa Gata
2010-09-03 00:07:14 UTC
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
E' un estratto e, quindi, ho riportato solo quanto mi è sembrato
interessante.
E' arrivato... LUI!

Alleluia! Ammazzate il vitello più grasso!

E' arrivato LUI!

Tutti MONE su questo NG fino all'arrivo di... LUI!

Ma vai a cagare!

Luca Gava & Checa Gata

(2-6-1-3-6)
Luca Gava & Checa Gata
2010-09-03 00:09:08 UTC
Post by Luca Gava & Checa Gata
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
E' un estratto e, quindi, ho riportato solo quanto mi è sembrato
interessante.
E' arrivato... LUI!
Alleluia! Ammazzate il vitello più grasso!
E' arrivato LUI!
Tutti MONE su questo NG fino all'arrivo di... LUI!
Ma vai a cagare!
Luca Gava & Checa Gata
(2-6-1-3-6)
Luca Gava & Checa Gata
2010-09-03 00:09:32 UTC
Post by Luca Gava & Checa Gata
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
E' un estratto e, quindi, ho riportato solo quanto mi è sembrato
interessante.
E' arrivato... LUI!
Alleluia! Ammazzate il vitello più grasso!
E' arrivato LUI!
Tutti MONE su questo NG fino all'arrivo di... LUI!
Ma vai a cagare!
Luca Gava & Checa Gata
(2-6-1-3-6)
Nightflyer
2010-09-03 05:37:15 UTC
Post by VDG
Domanda n. 2123: Sono titolare di una licenza di porto di fucile uso
caccia in corso di validità. Poiché ho visto, presso un'armeria della
Repubblica di San Marino un fucile che mi interessa, volevo sapere se con
il mio titolo posso acquistare l'arma ed eventualmente le munizioni
presso quello Stato.
Risposta:La Repubblica di San Marino è uno Stato estero. Le licenze di
porto d'armi uso caccia rilasciate in Italia, sulla base di un accordo
internazionale stipulato tra i due Paesi, consentono ai cittadini
italiani di esercitare l'attività venatoria sul territorio dello Stato di
San Marino, mentre i cittadini della Repubblica sono autorizzati (nel
rispetto della legge 157/92), a cacciare nei territori delle province
italiane confinanti con il loro Stato. Tale accordo nulla prevede circa
la possibilità di acquistare in loco armi o munizioni. Pertanto,
trattandosi di un Paese extra U.E., è possibile acquistare lì armi solo
previo rilascio di apposita licenza di importazione. Le armi così
acquistate, entrando per la prima volta nella U.E., dovranno essere
presentate al nostro Banco Nazionale di Prova per l'apposizione del
punzone previsto dalla legge 146/2006. Ogni altra forma di acquisto
andrebbe a configurare il reato di illegale importazione di armi.
Data: 10-12-2007
Cosaaaaaaaaa??????????????? ma quando mai????????

Nightflyer
Sniper
2010-09-03 05:54:56 UTC
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
[...]

Consiglio spassionato: www.earmi.it

E sempre per rimanere in tema:

"Codice delle armi e degli esplosivi"
Ed. La Tribuna
(compra l'ultima edizione!)

....vi troverai anche molti commenti alle FAQ che hai
riportato.... ;-)

Ciao by Alex
VDG
2010-09-03 06:31:29 UTC
Post by Sniper
Consiglio spassionato: www.earmi.it
"Codice delle armi e degli esplosivi"
Ed. La Tribuna
(compra l'ultima edizione!)
....vi troverai anche molti commenti alle FAQ che hai
riportato.... ;-)
Ciao by Alex
Ciao Alex e grazie per il tuo contributo.
Ribadisco che ho solo copia incollato quanto si trova nelle FAQ del sito
della Polizia di Stato in materia di armi.
Il fatto che talune risposte siano corrette o meno, la lascio agli esperti
in materia di diritto.
Conosco bene il lavoro del Giudice Mori e tanto di cappello per la sua
sintesi.
Naturalmente lo scopo della mia cernita, solo questo credo sia il merito, è
solo di poter estrarre i quesiti relaivi alle armi dal mare di altre domande
relative ad altri argomenti (pantenti, contravvenzioni, GPG, venditori
ambulanti, passaporti, etc. etc.).
L'utilità della cosa può, secondo me, essere vista nel senso di poter
argomentare, secondo convenienza, rispetto a taluni funzionari che
disconoscono non solo le correnti letture dell'attuale normativa, di cui il
Mori è splendido divulgatore, ma anche i chiarimenti dati dalla loro stessa
struttura.
Tutto qui.
Ciao, Enzo.
Andrea
2010-09-03 07:36:45 UTC
Post by VDG
Consiglio spassionato:www.earmi.it
"Codice delle armi e degli esplosivi"
Ed. La Tribuna
(compra l'ultima edizione!)
....vi troverai anche molti commenti alle FAQ che hai
riportato.... ;-)
Ciao by Alex
Ciao Alex e grazie per il tuo contributo.
Ribadisco che ho solo copia incollato quanto si trova nelle FAQ del sito
della Polizia di Stato in materia di armi.
Il fatto che talune risposte siano corrette o meno, la lascio agli esperti
in materia di diritto.
Conosco bene il lavoro del Giudice Mori e tanto di cappello per la sua
sintesi.
Naturalmente lo scopo della mia cernita, solo questo credo sia il merito, è
solo di poter estrarre i quesiti relaivi alle armi dal mare di altre domande
relative ad altri argomenti (pantenti, contravvenzioni, GPG, venditori
ambulanti, passaporti, etc. etc.).
L'utilità della cosa può, secondo me, essere vista nel senso di poter
argomentare, secondo convenienza, rispetto a taluni funzionari che
disconoscono non solo le correnti letture dell'attuale normativa, di cui il
Mori è splendido divulgatore, ma anche i chiarimenti dati dalla loro stessa
struttura.
Tutto qui.
Ciao, Enzo.
Non c'è nessuna utilità nelle FAQ del sito della Polizia, è una
raccolta di idiozie.
VDG
2010-09-03 08:11:35 UTC
Post by Andrea
Non c'è nessuna utilità nelle FAQ del sito della Polizia, è una
raccolta di idiozie.
Non ho gli strumenti per contraddirti.
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad esse
si attengono....
Ciao, Enzo.
marco-a75
2010-09-03 10:02:08 UTC
Post by VDG
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad
esse si attengono....
MAgari ( si attenessero almeno a queste) l addetto alle armi del mio
comando cc mi ha detto che ( ho il pda) per portare in giro la mia
carabina ad aria ( che è catalogata arma comune cat. 144 se ricordo
bene) devo comunicare preventivamente il tragitto a loro e, in tutta la
caserma, sono stato indirizzato a lui perchè il più ferrato.
In questo caso meglio citare la faq per cercare di convincere chi di
dovere....

CIao
Andrea
2010-09-03 10:19:46 UTC
Post by marco-a75
Post by VDG
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad
esse si attengono....
MAgari ( si attenessero almeno a queste) l addetto alle armi del mio
comando cc mi ha detto che ( ho il pda) per portare in giro la mia
carabina ad aria ( che è catalogata arma comune cat. 144 se ricordo
bene) devo comunicare preventivamente il tragitto a loro e, in tutta la
caserma, sono stato indirizzato a lui perchè il più ferrato.
In questo caso meglio citare la faq per cercare di convincere chi di
dovere....
CIao
Meglio citare le leggi.
Citare le FAQ può essere un'arma a doppio taglio perchè per 1 che ci
viene in favore ce ne sono 50 contro.
marco-a75
2010-09-03 10:35:03 UTC
Post by Andrea
CIao
Meglio citare le leggi.
Citare le FAQ può essere un'arma a doppio taglio perchè per 1 che ci
viene in favore ce ne sono 50 contro.
Io penso che in un caso come il mio se si viene denunciati ci sono gli
estremi per controdenunciare.....
Ad ogni modo sempre meglio sperare di nona vere mai a che fare con
questi invividui.


Ciao
Andrea
2010-09-03 12:28:01 UTC
Post by marco-a75
Post by Andrea
CIao
Meglio citare le leggi.
Citare le FAQ può essere un'arma a doppio taglio perchè per 1 che ci
viene in favore ce ne sono 50 contro.
Io penso che in un caso come il mio se si viene denunciati ci sono gli
estremi per controdenunciare.....
Ad ogni modo sempre meglio sperare di nona vere mai a che fare con
questi invividui.
Ciao
In un caso come il tuo basterebbe far vedere al GIP le circolari del
ministero dell'interno.
marco-a75
2010-09-03 12:42:31 UTC
Post by Andrea
In un caso come il tuo basterebbe far vedere al GIP le circolari del
ministero dell'interno.
Se un gip decide di procedere in un caso simile meriterebbe di andare a
zappare la terra per il resto dei suoi giorni.


Ciao
Luca Gava & Checa Gata
2010-09-03 13:03:52 UTC
Post by marco-a75
Post by Andrea
In un caso come il tuo basterebbe far vedere al GIP le circolari del
ministero dell'interno.
Se un gip decide di procedere in un caso simile meriterebbe di andare a
zappare la terra per il resto dei suoi giorni.
Ciao
Ieri o l'altro ieri hanno fatto vedere su Melaverde Speciale (alle 21) la
Colonia Penale di (???) in Sardegna con trecento ettari di campi e boschi
"naturali" con pecore di tutte le razze, anche in via d'estinzione, cavalli
e somari e somarelli....

Altro che le Mauritius... sei mesi di vacanza la.... non si negano a
nessuno!
Nightflyer
2010-09-03 16:49:50 UTC
Post by VDG
Post by Andrea
Non c'è nessuna utilità nelle FAQ del sito della Polizia, è una
raccolta di idiozie.
Non ho gli strumenti per contraddirti.
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad
esse si attengono....
Ciao, Enzo.
Per fortuna questo NON è assolutamente vero!

Nightflyer
Goerz
2010-09-03 23:08:19 UTC
Post by VDG
Non ho gli strumenti per contraddirti.
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad esse
si attengono....
Ciao, Enzo.
In genere non sanno nemmeno che esistono le faq.
Ciao,
Goerz
Danidane
2010-09-04 09:31:39 UTC
Post by VDG
Non ho gli strumenti per contraddirti.
Tuttavia sono idiozie che è bene conoscere, visto che i questurini ad esse
si attengono....
Ciao, Enzo.
Qui sbagli.
Ci si attengono i questurini che leggono le FAQ (pochi) e quelli ignoranti.
Quelle FAQ sono solo il pensiero dell'addetto che le ha scritte e che a
volte ha anche creato dei casini proprio per questo.
Ci sono funzionari preparati e capaci che manco le leggono certe
castronerie.
Ognuno di loro magari ha qualche fissazione che deve essere subita per
quieto vivere, ma quelle FAQ sono una sintesi di tutte le fesserie d'Italia,
mentre ogni singola questura segue la sua idea. :-)
Nightflyer
2010-09-03 16:50:17 UTC
"Andrea" <***@libero.it> ha scritto nel messaggio news:eb18d692-f1f4-4b97-84d8-***@g17g2000yqe.googlegroups.com...

Non c'è nessuna utilità nelle FAQ del sito della Polizia, è una
raccolta di idiozie.
Quoto in pieno!

Nightflyer
Nightflyer
2010-09-03 16:48:55 UTC
Post by VDG
Naturalmente lo scopo della mia cernita, solo questo credo sia il merito,
è solo di poter estrarre i quesiti relaivi alle armi dal mare di altre
domande relative ad altri argomenti (pantenti, contravvenzioni, GPG,
venditori ambulanti, passaporti, etc. etc.).
L'utilità della cosa può, secondo me, essere vista nel senso di poter
argomentare, secondo convenienza, rispetto a taluni funzionari che
disconoscono non solo le correnti letture dell'attuale normativa, di cui il
Non capisco l'utilità di argomentare con i funzionari usando le FAQ, nella
parte che ho quotato prima (relativamente agli acquisti a San Marino) la
risposta della PS è palesemente errata! Io stesso ho acquistato una
carabina a San Marino e l'ho regolarmente denunciata, non vige NESSUN
obbligo di licenza di importazione! Pensa se avessi incontrato un
funzionario che aveva letto quella FAQ!

Nightflyer
Egosumquisum
2010-09-03 07:57:00 UTC
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
[snip]
grazie per il lavoro
ritengo che l'estrapolazione dei soli quesiti sulle armi sia molto utile,
quyantomeno per un primo esame del problema, che poi potrà anche essere
approfondito sul sito del giudice mori
--
teseopippero<AT>postele.zzn.com

God saves, but Buddha makes incremental backups
Pipp Franc
2010-09-03 17:55:21 UTC
Post by VDG
Come da oggetto, ritenendo utile anche per altri la lettura delle FAQ
presenti sul sito della Polizia di Stato in materia di armi.
E' un estratto e, quindi, ho riportato solo quanto mi è sembrato
interessante.
(IMMENSO TAGLIO)

Non entro nel merito delle faq suesposte, in quanto non idoneo, invece
vorrei far rammentare che nell'ambito del cosiddetto "quoting" e la
netiquette, viene *stroncato* il riporto più o meno integrale di pagine
web. Era molto meglio linkare le pagine incriminate magari facendo
ricorso a tecniche di semplificazione della URL del link come Tinyurl o
snipurl.
Si genera solo rumore in più ed il fatto che oggi ci siano le adsl e non
più i modem *non* è una valida scusante.
VDG
2010-09-03 20:29:51 UTC
Post by Pipp Franc
Non entro nel merito delle faq suesposte, in quanto non idoneo, invece
vorrei far rammentare che nell'ambito del cosiddetto "quoting" e la
netiquette, viene *stroncato* il riporto più o meno integrale di pagine
web. Era molto meglio linkare le pagine incriminate magari facendo ricorso
a tecniche di semplificazione della URL del link come Tinyurl o snipurl.
Si genera solo rumore in più ed il fatto che oggi ci siano le adsl e non
più i modem *non* è una valida scusante.
Caro amico, è facile riportare il link alle 45 pagine in questione, ma poi
devi leggerti una marea di faq che non centrano assolutamente nulla con le
armi, pur essendo presenti tra le competenze delle questure (questioni di
passaporti, permessi di soggiorno, questioni interne di personale, denuncie,
querele, etc. etc.).
Ma cosa pensi che le faq siano davvero divise per argomento (almeno io ho
raggruppato tutte quelle di interesse di questo NG) o che siano tutte bell'è
mischiate?
Tu, e ti prego di rispondermi, hai mai visitato quelle pagine?
Pipp Franc
2010-09-04 12:56:49 UTC
Post by VDG
Caro amico, è facile riportare il link alle 45 pagine in questione, ma
poi devi leggerti una marea di faq che non centrano assolutamente nulla
con le armi, pur essendo presenti tra le competenze delle questure
(questioni di passaporti, permessi di soggiorno, questioni interne di
personale, denuncie, querele, etc. etc.).
Ma cosa pensi che le faq siano davvero divise per argomento (almeno io
ho raggruppato tutte quelle di interesse di questo NG) o che siano tutte
bell'è mischiate?
Tu, e ti prego di rispondermi, hai mai visitato quelle pagine?
No, preferisco leggere gli articoli di Mori su earmi.it: almeno la base
giuridica è certa.

Ed in ogni caso le faq come tu stesso hai riportato sono numerate con un
numero progressivo, bastava riportare ilnumero, il link ogni volta ed
ecco che nascevano tanti thread pertinenti all'argomento.
Tu hai faticato a creare uno zibaldone, hai infarcito inutilmente i
canali, ognuno ha risposto a quello che riteneva opportuno leggere a
prescindere dal tuo copiaeincolla, il thread è degenerato ed è morto
precocemente.

Giusto così.
VDG
2010-09-04 16:36:36 UTC
Post by Pipp Franc
No, preferisco leggere gli articoli di Mori su earmi.it: almeno la base
giuridica è certa.
Ed in ogni caso le faq come tu stesso hai riportato sono numerate con un
numero progressivo, bastava riportare ilnumero, il link ogni volta ed ecco
che nascevano tanti thread pertinenti all'argomento.
Tu hai faticato a creare uno zibaldone, hai infarcito inutilmente i
canali, ognuno ha risposto a quello che riteneva opportuno leggere a
prescindere dal tuo copiaeincolla, il thread è degenerato ed è morto
precocemente.
Giusto così.
Mah, il mio obiettivo non era quello di passare alla storia per il Thread
con più interventi.
Io mio sono fatto un mio file in formato word che, una volta composto (ho
impiegato un paio d'ore a comporlo ma per leggerlo ci vorrà non più di un
quarto d'ora), ho ritenuto di pubblicare sul NG nel caso a qualcuno
interessasse ma non volesse perdere le due ore che ho perso io.
Se non interessa ad altri non fa nulla, il mio scopo primario era ed è che
sia di mio interesse e che vi ho trovato elementi (per me) interessanti per
discutere amabilmente col mio Commissariato.
Danidane
2010-09-04 17:17:03 UTC
Post by VDG
Se non interessa ad altri non fa nulla, il mio scopo primario era ed è che
sia di mio interesse e che vi ho trovato elementi (per me) interessanti
per discutere amabilmente col mio Commissariato.
Azz......... ci tieni proprio a rovinarti il fegato!
:-) comunque la tua fonte è molto ben fornita.......ci sono quasi tutti i
motivi per cui non si capisce cosa abbia il ministero degli Interni contro i
detentori d'armi.
ciao
danidane
VDG
2010-09-04 17:20:07 UTC
Post by Danidane
Post by VDG
Se non interessa ad altri non fa nulla, il mio scopo primario era ed è che
sia di mio interesse e che vi ho trovato elementi (per me) interessanti
per discutere amabilmente col mio Commissariato.
Azz......... ci tieni proprio a rovinarti il fegato!
:-) comunque la tua fonte è molto ben fornita.......ci sono quasi tutti i
motivi per cui non si capisce cosa abbia il ministero degli Interni contro
i detentori d'armi.
ciao
danidane
Questo è sicuro!
Penso siamo tutti daccordo che chi si sottopone a queste gymcane
burocratiche sono solo per persone perbene.
Chi fosse malavitoso, credo usufruirebbe di altri canali per procurarsi
un'arma e senza porsi il problemino se fosse arma da caccia, sportiva o
altro (tanto spesso sono armi da guerra...).
Pipp Franc
2010-09-04 18:11:54 UTC
Post by VDG
Penso siamo tutti daccordo che chi si sottopone a queste gymcane
burocratiche sono solo per persone perbene.
Chi fosse malavitoso, credo usufruirebbe di altri canali per procurarsi
un'arma e senza porsi il problemino se fosse arma da caccia, sportiva o
altro (tanto spesso sono armi da guerra...).
Quoto in pieno. Anzi visto l'andazzo in europa, mi piacerebbe sapere
come va ora in Inghilterra dove avevano deciso che i privati non
potevano più detenere armi.
Danidane
2010-09-05 06:21:46 UTC
Quoto in pieno. Anzi visto l'andazzo in europa, mi piacerebbe sapere come
va ora in Inghilterra dove avevano deciso che i privati non potevano più
detenere armi.
Come, non lo sai? E' una dimostrazione fondamentale dell'asserto che meno
armi ci sono, meno omicidi con armi ci sono.
Infatti in Inghilterra, dopo il divieto di detenzione di armi corte e certe
armi lunghe.........gli omicidi sono raddoppiati!!!!!
:-)) il bello è che adesso, gli unici ammazzati sono tutte vittime
innocenti, mentre prima c'era anche qualche delinquente.
Il governo di sua altezza non ammetterà mai questi dati, ma esiste un certo
giornalista italiano che scrive spesso di queste cose, Carlo Stagnaro (E'
anche su FB) che è documentatissimo al riguardo.
Pipp Franc
2010-09-05 08:38:18 UTC
Post by Danidane
Il governo di sua altezza non ammetterà mai questi dati, ma esiste un certo
giornalista italiano che scrive spesso di queste cose, Carlo Stagnaro (E'
anche su FB) che è documentatissimo al riguardo.
Sapevo che la riforma, osteggiata tra l'altro da Scotland Yard, ha
prodotto effetti paradossali ma, il punto è proprio questo: occorrono
dati ufficiali. SE come affermi tu non abbiamo dati ufficiali, non serve
a nulla parlarne, tantomeno citarmi un giornalista italiano (link
specifici, googlando trovo troppa roba), piuttosto un giornalista inglese.

Fino a che prevarrà una certa disinformazione, come accadde per il
global warming poi sputtanata dalla realtà, il trend sarà quello.
Danidane
2010-09-05 09:35:43 UTC
Post by Pipp Franc
Fino a che prevarrà una certa disinformazione, come accadde per il
global warming poi sputtanata dalla realtà, il trend sarà quello.
Carlo Stagnaro ha fonti americane ed inglesi.
Purtroppo però io non frequentando la City nè i giornali inglesi, non ho
annotato tutto quello che è stato detto sull'argomento.
Carlo Stagnaro sì, e se gli scrivi può fornirti indicazioni su indagini e
studi ufficiali sull'argomento.
Quando io scrissi un articolo in memoria di Debora Rizzato, una ragazza
uccisa da uno che adesso potrebbe essere accusato di Stalking aggravato,
chiesi a lui un pò di materiale per controbattere eventuali contestazioni
sull'argomento, ma ci fu un silenzio di tomba (da parte di pacificsti e
giornalisti, intendo).
Solo pochi amici si sono complimentati con me, ed i familiari di Debora.
Nessuno ne parla, perchè i giornalisti sono tutti contro, ma i documenti
esistono.
Ciao
danidane
Pipp Franc
2010-09-05 16:03:30 UTC
Post by Danidane
Nessuno ne parla, perchè i giornalisti sono tutti contro,
Ciao
danidane
Come volevasi dimostrare. Grazie
r05
2010-09-05 21:29:37 UTC
Che democrazia è dove in un paese i cittadini non possono avere armi, ma
solo i poliziotti, i militari e i delinquenti?
Saluti
Danidane
2010-09-06 08:59:46 UTC
Post by r05
Che democrazia è dove in un paese i cittadini non possono avere armi, ma
solo i poliziotti, i militari e i delinquenti?
Saluti
Più che di democrazia, bisogna parlare di Stato..
negli stati dove il popolo si identifica con lo stato (Stati Uniti,
Svizzera, e pochi altri esempi) esistono milizie volontarie e i cittadini
hanno le armi PER DIFENDERE lo stato.
Negli stati di matrice dispotica e tirannica,, anche se democrazie, proprio
per una filosofia politica che risale all''800, invece lo stato TEME il
popolo, teme che gli si rivolti contro perchè lui lo schiaccia, e quindi il
monopolio delle armi deve essere SUO.
E' molto chiaro.
Ciao
Danidane